Tratto da L'Unione Sarda
I giudici della prima sezione del Tribunale saranno impegnati per tre udienze alla settimana fino al prossimo gennaio nel processo ai due carabinieri accusati di essersi impossessati di parte della cocaina sequestrata dal nucleo antidroga. Così il processo a Renato Soru slitta di tre mesi. Falsa partenza ieri mattina al dibattimento pubblico per l'appalto da 56 milioni di euro per la pubblicità istituzionale della Regione Sardegna: non si è fatto nulla, tutto è rinviato al 29 gennaio 2010. Insieme all'ex governatore sul banco degli imputati ci saranno il responsabile del colosso pubblicitario Saatchi&Saatchi Fabrizio Caprara e i fratelli Marco e Sergio Benoni di Sardegna media factoring, la società che si era accordata per un subappalto. Per quella data sarà sicuramente arrivato a sentenza il processo bis col rito abbreviato che vede sotto accusa l'ex direttore generale della Regione Fulvio Dettori e i componenti della commissione giudicatrice dell'appalto Aldo Brigaglia, Roberta Sanna, Giovanni Maria Filindeu. Il pubblico ministero Mario Marchetti ha già concluso la requisitoria sollecitando la condanna a due anni per Dettori, un anno per gli altri tre. Il 12 novembre cominceranno le arringhe della difesa. La sentenza potrebbe arrivare la settimana successiva. Sarebbe la terza. La prima è stata quella del segretario della commissione Carlo Sanna che ha patteggiato una pena pecuniaria per falso, la seconda quella del commissario Letterio Bernava che ha patteggiato nove mesi per falso e turbativa d'asta. Entrambi rientreranno nel processo come testimoni. La vicenda ruota attorno a tre appalti della Regione in materia di comunicazione istituzionale. Il più grosso è quello da 56 milioni di euro, mai aggiudicato; poi c'è Sardegna fatti bella, un milione di euro per una campagna di sensibilizzazione affidata a Saatchi &Saatchi senza gara; infine il logo della Regione, pochi spiccioli, trentamila euro, ma assegnati, secondo l'accusa, col trucco.